lunedì 29 maggio 2017

La notte dell'inquisitore a Priero (CN)

La Compagnia del Birùn presenta sabato 3 giugno 2017 alle ore 21.45 nella Piazza Vittorio Emanuele II a Priero (CN) in occasione de 'La notte dell'inquisitore' lo spettacolo teatrale 'Di luce e d'ombra'.
Nel 2017 ricorre il cinquecentenario delle tesi di Martin Lutero. A controbatterle papa Leone X incaricò Silvestro Mazzolini, teologo e inquisitore piemontese.
In collaborazione con il Comune di Priero, delizioso borgo medievale che diede i natali al religioso, è nato uno spettacolo teatrale originale che, partendo da questo personaggio e dal suo contesto storico, propone una riflessione di più ampio respiro su cosa può succedere al singolo e alla collettività se si spengono il lume della ragione e la luce dell’empatia. Il buio del pregiudizio alimentato da ignoranza e meschinità si annida in ogni epoca, si mescola e si confonde nella vita di ogni essere umano e in ogni cultura. La continua ricerca della vera essenza delle cose, della loro ‘luce’ diventa fondamentale affinché fatto non fu l’uomo per viver come bruto.
Testo e regia Elide Giordanengo – scene e costumi Elide Giordanengo, Françoise Giorgis, Simone Massa, Manuel Spada – grafica Roberto Necco – musica Paolo Brizio – coreografie Gaia Martini, Rossella Roggia - luci e fonica aDogonTour  – sartoria Vilma Campana, Donatella Dutto – coordinamento Simona Grosso.
Ingresso a pagamento.
Lo spettacolo sarà preceduto alle 20.45 dalla presentazione del libro 'Le parole del papa' a cura dell'autore e storico Alessandro Barbero.
Lo spettacolo replicherà venerdì 16 giugno 2017 – ore 21.45 nel cortile Ambrosino a Peveragno (Confraternita in caso di maltempo) Ingresso gratuito.
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domenica 21 maggio 2017

INFERNO chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri

Ravenna dal 25 maggio al 3 luglio 2017 alle ore 20,00 dalla Tomba di Dante al Teatro Rasi
INFERNO
chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri
ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli ed Ermanna Montanari in scena Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli, Alessandro Renda.
musiche Luigi Ceccarelli con gli allievi della Scuola di Musica Elettronica e gli allievi della Scuola di Percussione del Conservatorio Statale di Musica Ottorino Respighi-Latina e con la partecipazione degli allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi-Ravenna
spazio scenico Edoardo Sanchi con gli allievi del Biennio Specialistico di Scenografia per il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano costumi Paola Giorgi con Salvatore Averzano e gli allievi di Costume per lo spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.
regia del suono Marco Olivieri disegno luci Francesco Catacchio direzione tecnica Enrico Isola e Fagio.
produzione Ravenna Festival in coproduzione con Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno costituisce la prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, commissionato da Ravenna Festival in coproduzione con Teatro Alighieri, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno è uno spettacolo itinerante e a posti limitati che partirà dalla tomba di Dante arrivando al Teatro Rasi e attraversandolo in tutti i suoi spazi. La durata sarà di circa tre ore. Consigliamo agli spettatori di indossare abiti e scarpe comode, di portare una bottiglietta d’acqua e di segnalare se si hanno problemi di claustrofobia.

Marco Martinelli e Ermanna Montanari raccolgono la sfida di trasformare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana. La parola “teatron”, “visione”, la ritroviamo nella definizione che Dante stesso dà della sua opera, “mirabile visione”, mirabile teatro quindi, capace di accogliere nel suo campo visivo l’umanità nelle sue molteplici esperienze. La chiave con cui le Albe tradurranno il “trasumanar” dantesco è pensare l’opera nei termini della sacra rappresentazione medievale e del teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij: tutta la città è un palcoscenico, tutti i cittadini sono chiamati a partecipare, a “farsi luogo”, a farsi comunità. Ezra Pound definisce Dante l’Everyman: è l’umanità intera che fa quel viaggio, difficile ma salvifico.
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sabato 20 maggio 2017

Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre

26 - 28 maggio 2017 Teatro Vascello di Roma
Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre
testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attivita culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta.
Il performer, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difcoltà dell'operazione quando oramai è stato accettato l'incarico.
La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano del XIV secolo Meister Eckhart, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoità cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio.
Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, il performer riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire.
Il malessere e le rifessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infne se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità.
La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il filo conduttore che lega i quadri, le coreografe e le scene.
La vita del mistico e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una rifessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

giovedì 18 maggio 2017

In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento

Sabato 20 maggio 2017 al Teatro Paisiello di Lecce nell'ambito della nona edizione del Maggio Musicale Salentino alle ore 21,00 va in scena "In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento" con l'Ensemble Concentus, la Compagnia di danze storiche "Tempus Saltandi" e la Compagnia attori "I Grefada". Regia di Annemette Schlosser Bernardelli. Ingresso libero.
Nel 1200, o forse nel 1300, in una taverna, intorno ad una rustica tavolata illuminata dalla fioca luce delle candele, pellegrini, cavalieri, menestrelli e trovatori, raccontano le loro storie gustando semplici vivande che, consumate con generoso vino, leniscono ogni dolore, accendono gli animi, predispongono tutti all’amore e ai piaceri sensuali. E’ un’epoca buia, la vita è breve e il castigo divino è il timore più grande, ma intorno ad una tavola imbandita e al favor di Bacco da tutti invocato e desiderato, gli animi gioiscono, le paure tacciono, l’amore trionfa…
Passano i secoli e in un’ epoca luminosa, in un ricco palazzo impreziosito da opere d’arte sublimi, presso una tavola sontuosa, dame eleganti, principi e cortigiani, godono del cibo e del vino che insieme alla musica allietano le splendide feste di corte. Musiche colte e raffinate animano i convivi rinascimentali; ma tanto nei palazzi quanto per le strade, tra la gente più umile, risuonano vivaci canti in cui il cibo è protagonista , con frequenti allusioni e doppi sensi che ci rivelano il diffuso desiderio di abbandonarsi ai piaceri della vita. Il cibo, insieme al vino, è dunque simbolo di tutte quelle gioie da cogliere e vivere intensamente, finche’ si gode della fugace giovinezza, poiché “del doman non v’è certezza”.

lunedì 15 maggio 2017

Firenze e gli Uffizi 3D

Firenze e gli Uffizi 3D: un viaggio nel cuore del Rinascimento che accompagna gli spettatori alla scoperta della Firenze rinascimentale e della Galleria degli Uffizi. Dopo l’eccezionale successo al cinema con un risultato record al box office: 95.000 spettatori in soli due giorni di programmazione - tra i documentari d’arte più visti al mondo - arriva da giovedì 25 maggio 2017 in Home Video.
Più di 150 capolavori e 10 musei sono i veri protagonisti del film, raccontati dall’attore inglese Simon Merrells che, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico, condurrà gli spettatori attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze, in un incessante dialogo tra passato e presente. Il film attraversa i luoghi simbolo di Firenze, dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate e la Cupola del Brunelleschi a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia, che custodisce il David di Michelangelo.
Nucleo del film è, ovviamente, la Galleria degli Uffizi: gli spettatori possono accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagna in un’esclusiva visita guidata tra le opere. L’excursus narrativo all’interno della Galleria va da Giotto a Gentile da Fabriano e Piero della Francesca, a Raffaello e Tiziano, dall’Annunciazione di Leonardo al Tondo Doni di Michelangelo, senza tralasciare le opere simbolo quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio – quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Regia e cast: Luca Viotto.
Genere: Documentario/Film d’arte
Distribuzione: Koch Media 
Formato: DVD, Blu-Ray Edizione: 1 DVD; Edizione 2 dischi: 1 BD 2D/3D+ 1 4K Release date vendita: 25/05/2017.

mercoledì 3 maggio 2017

"Uomini fummo or siam fatti sterpi"

Giovedì 4 maggio 2017, nei locali dell’Associazione Culturale Kampino in via Nazionale, 123 a Ponte a Elsa (PI), spazio al teatro e alla musica medievale con il gruppo storico-musicale Gàndalus – la compagnia di Musici di San Genesio. Durante la serata ci sarà spazio per il racconto della storia del gruppo, con gli aneddoti più divertenti e curiosi, a seguire l’esibizione dal vivo con lo spettacolo teatral-musicale "Uomini fummo or siam fatti sterpi" (spettacolo ispirato alla vita di Pier delle Vigne) e infine la proiezione del cortometraggio realizzato con la scuola primaria Collodi “Delle vicende di certi pellegrini sul cammin di Sigerico”.
L’evento inizierà alle 20.00 con un buffet e la degustazione di vini della Tenuta Borchi per poi proseguire lo spettacolo dal vivo e la proiezione del video. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Kampino e fa parte del cartellone “I giovedì culturali del Kampino”. La serata è aperta a tutti e a offerta libera.
Maggiori informazioni: 339.1831382 – info@kampino.itwww.kampino.it.

lunedì 24 aprile 2017

"Un Re da due £ear" a Putignano (BA)

Giovedì 27 aprile 2017, Pomeridiana ore 17,30 serale ore 21,00, Cinema Teatro Margherita di Putignano. Biglietto €8,00
La Compagnia Teatro dei Leggeri e Primo Teatro in collaborazione con Ass.ne Cult.le Amici Nostri presenta: "Un Re da due £ear", tratto da  “King Lear” di W. Shakespeare. Adattamento e regia di Dino Parrotta. Lo spettacolo è inserito nella stagione di prosa 2016/17 dell’Assessorato alla Cultura di Putignano, in collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese.
In questa tragedia  (ispirata ad una leggenda mitologica celtica) si intrecciano il tema della falsità, dell’ingratitudine, dell’ambizione, dell’avidità di denaro dell’essere umano, capace persino di annientare un proprio fratello o persino il proprio genitore per raggiungere l’obbiettivo della ricchezza e del potere.
Ancora una volta avremo la possibilità di apprezzare la contemporaneità delle opere del noto drammaturgo, attraverso lo sguardo di coloro che vivono ai margini delle corti: i buffoni
Sinossi
L’adattamento teatrale rispecchia a pieno la trama originale e ne conserva il linguaggio;  ma in questo adattamento saranno i buffoni di ispirazione medievale a mettere in scena le vicissitudini della vita e della morte di Re Lear.  Re Lear  decide di abdicare e dividere il suo regno  fra le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. Il Re propone una gara: ogni figlia riceverà dei territori in proporzione all'amore che saprà dimostrare verso il padre  con le sue parole. Cordelia (la prediletta) si rifiuta di gareggiare con l'adulazione delle sorelle maggiori.
Lear non comprendendo la sincerità di Cordelia divide la quota del regno fra Goneril e Regan, e mette al bando Cordelia. Poco dopo aver abdicato, Lear scopre che i sentimenti di Goneril e Regan  verso di lui erano falsi e il loro obbiettivo era quello di impadronirsi del regno. Entrambe ripudieranno il padre abbandonandolo nella foresta in una notte di tempesta.
Re Lear impazzisce dal dolore e il suo unico compagno resterà il suo buffone di corte. La trama secondaria coinvolge il conte di Gloucester e i suoi due figli, Edgar e Edmund. Edmund inventa racconti calunniosi sul fratellastro legittimo per ricevere l’eredità del padre. Al termine le due storie si incrociano in pieno stile Shakespeariano.
Violenti dislocatori della realtà, si divertono a mostrare lo specchio delle debolezze e delle ipocrisie dell’essere umano. I buffoni raccontano storie; non interpretano i personaggi, ma li commentano in forma ironica e ambigua. Istrioni e sapienti sono reietti dalla società. I buffoni denunciano liberando un’arte della crudeltà e della beffa che è l’anima nera, ma sincera dell’umanità. I Buffoni sono gli esclusi, rifiutati in quanto deformi (nani, enormi ventri, grandi natiche e tortuose gobbe). I costumi, di grande suggestione scenica, ampliano e modificano i corpi degli attori, calandoli in una dimensione temporale che ricorda il tenebroso fascino del gotico e del suo lusso decadente. La loro dimensione richiama le ambientazioni e le suggestioni dell’Arte figurativa di Bruegel, Bosch e Goya. La loro condizione di emarginazione gli permette di sbeffeggiare e ribaltare i sacri valori in divertito sarcasmo.
Adattamento e regia: Dino Parrotta.
Con: Dino Parrotta, Gianluca Mezzapesa, Piergianni Gemmati, Adriana Coletta, Gregorio Saracino, Noemi Bagnulo, Teresa Polito, Rosita Giotta, Daniela Sportelli.
Ingresso euro 8,00.  Promozione under 18 per lo spettacolo delle ore 17,30 biglietto ridotto euro 5,00. Prevendita presso Caffè Tipico estramurale a Levante Putignano.