domenica 29 marzo 2015

"Storie dalla notte dei tempi", proiezione a Prato

FareArte Associazione Culturale vi invita giovedì 9 aprile 2015 alle ore 21,00 presso la Circoscrizione Nord in Via Sette Marzo, 15/2 a Prato (PO) alla proiezione dell’audiovisivo di Claudio Gori "Storie dalla notte dei Tempi". Ingresso gratuito.
Per informazioni 339/7172479 – 335/5312904 goriclaudio@alice.it - rossellafoggi@farearteprato.it

martedì 24 marzo 2015

"Milano. La città di Ambrogio" proiezione alla IULM

Martedì 24 marzo 2015, alle ore 17.00 a Milano, alla Università IULM, Aula Seminari, VI piano, si tiene la presentazione ufficiale e proiezione pubblica del documentario “Milano. La città di Ambrogio” di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, realizzato da RAI Storia in collaborazione con ArcheoFrame IULM durata: 30 min.
L'evento è gratuito e aperto al pubblico!
Introduce: Giovanni Puglisi, Rettore dell’Università IULM
Saluti istituzionali: Ada Lucia De Cesaris, Vice Sindaco del Comune di Milano; Cristina Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia; Filippo Maria Gambari, Soprintendente Archeologia della Lombardia
Intervengono: Anna Maria Fedeli, Funzionario SAL Responsabile Milano; Giuseppe Giannotti, Capostruttura RAI Storia; Eugenio Farioli Vecchioli e Davide Savelli, Autori e responsabili editoriali del progetto “Italia: viaggio nella bellezza” RAI Storia - MiBACT; Luca Peyronel, Direttore del Lab ArcheoFrame dell’Università IULM.
“Milano. La città di Ambrogio” è lo speciale con cui RAI Storia ha lanciato la nuova serie “Italia: viaggio nella bellezza”, nata da un accordo triennale fra RAI Cultura e MiBACT per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, archeologico e bibliografico italiano.
Se alle soglie di Expo 2015 può sembrare scontata la scelta di Milano per l’avvio di un palinsesto, risulta invece coraggiosa la scelta del soggetto, che rifugge dalle più note icone del turismo milanese per offrire uno scorcio autentico su uno dei momenti in assoluto più significativi della storia della città, sebbene poco noto al grande pubblico: l’epoca del vescovo Ambrogio. Milano, secondo la definizione del grande storico dell’arte tedesco Richard Krautheimer, è una delle tre “capitali cristiane” del IV secolo, insieme a Roma e Costantinopoli.
Un viaggio che comincia sotto il sagrato del Duomo dove ogni anno sei milioni di visitatori accorrono da tutte le parti del mondo per ammirare l’imponente capolavoro dell’architettura gotica; sei  milioni di persone che alzano lo sguardo fino ai centro metri d’altezza della Madonnina, che salgono sulla terrazza della cattedrale per ammirare da vicino le 135 guglie e le migliaia di statue di figure angeliche che da secoli esprimono la devozione dell’Uomo verso il Divino. Ma quanti sanno che, sotto il sagrato, sopravvive un luogo che è probabilmente il luogo più sacro di tutta Milano? Quanti percorrono quella piccola scala che, appena entrati nel Duomo, conduce a un’area archeologica sotterranea di straordinario valore storico e artistico? Si tratta dei resti dell’antico battistero paleocristiano di San Giovanni alle Fonti e della Basilica di Santa Tecla.
Sono i luoghi dove ha svolto la sua attività il vescovo Ambrogio, il santo patrono della città. È lì che Ambrogio ha combattuto la sua battaglia per l’ortodossia, in un’epoca in cui il cristianesimo era dilaniato dalle dispute sulle eresie. È lì che il vescovo ha delineato un nuovo rapporto tra la Chiesa e l’Impero. Ed è lì, nella vasca ottagonale ancora visibile, che è stato battezzato Sant’Agostino nel 397 d. C. Da questo luogo simbolo, partirà un viaggio alla scoperta della città di Ambrogio, della Milano del IV secolo, capitale e residenza di imperatori magnificata da monumenti come il circo, il palazzo imperiale, le terme. Una città che il vescovo si impegna a connotare in senso cristiano, costruendo imponenti basiliche che potessero competere con le architetture imperiali.

Guide eccellenti, archeologi, storici e teologi: Silvia Lusuardi Siena e Marco Sannazaro dell’Università Cattolica di Milano, tra i maggiori esperti della Milano Paleocristiana; lo studioso e teologo Padre Francesco Braschi, profondo conoscitore del pensiero e delle opere di Sant’Ambrogio; lo storico medievista Franco Cardini insieme  all’archeologo e numismatico, accademico dei Lincei, Ermanno Arslan. Le loro testimonianze ci accompagneranno nel viaggio e ci ricondurranno nel luogo di partenza, il complesso episcopale ambrosiano conservato sotto Piazza Duomo. Un luogo di cui Milano aveva perso completamente la memoria, fino a quando la drammatica urgenza delle bombe della Seconda Guerra Mondiale portò nel 1943 alla costruzione di un rifugio antiaereo sotto Piazza del Duomo. Lì, il grande archeologo Alberto De Capitani d’Arzago riuscì a seguire gli scavi che misure in luce le strutture dell’antica basilica di Santa Tecla e a intuì la presenza del vicino battistero ambrosiano. Ma non poté che assistere impotente alla distruzione di gran parte della chiesa paleocristiana.
Nel caotico fermento che precede l’inaugurazione dell’Esposizione Universale, il viaggio nella bellezza di Milano offre una preziosa occasione per fermarsi a riflettere sulle radici e sull'identità della nostra città e per trovare la chiave con cui presentarla a quei visitatori che, di essa, avranno voglia di scoprire qualcosa di più profondo e speciale. Da questo intento prende le mosse la collaborazione fra RAI Cultura e il Laboratorio ArcheoFrame dell’Università IULM per la realizzazione di tre puntate della nuova serie RAI, che include anche “Le ali di Brixia” e “Cividale longobarda”.
L’impegno del Laboratorio ArcheoFrame nella divulgazione archeologica rientra, infatti, in un ampio progetto di comunicazione e valorizzazione integrata dei beni archeologici condotto dal team del prof. Peyronel in diversi ambiti, che spaziano dalla documentaristica, alla ricerca applicata su modelli e strumenti di comunicazione, alla didattica sperimentale, con particolare attenzione alla Lombardia, ai siti Unesco dell’area mediterranea e ai luoghi archeologici del Vicino Oriente.
ArcheoFrame lavora da anni sul patrimonio archeologico di Milano: è del 2009 il documentario “Milano, Mediolanum. Viaggio nella memoria della città antica”, che ripercorre la storia più antica della città - dalle origini all’elezione a capitale imperiale - ricomponendo il quadro di testimonianze frammentarie e per lo più nascoste.
Fra i lavori più recenti si ricorda il docu-film “L’Italia dei Longobardi”, dedicato al sito seriale Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, che ha vinto il premio “Città di Rovereto-Archeologia Viva” alla XXIV Edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto e il premio della giuria durante l’XI Edizione del Festival del Cinema Archeologico di Agrigento. Info: archeolab@iulm.it.
Web: www.iulm.it.

martedì 17 marzo 2015

Su RAI 4 la seconda stagione di Vikings

Dopo i film Elizabeth (1998) e Elizabeth - The Golden Age (2007) e la serie tv The Tudors (2007-2010), lo sceneggiatore e produttore britannico Michael Hirst concepisce una nuova serie a sfondo storico, ma abbandona l’Inghilterra del XVI secolo, prendendo stavolta ispirazione dai racconti sul leggendario re vichingo Ragnar, contenuti nella Saga dei Vǫlsungar.
Prodotta da History Channel, Vikings è ambientata, per la precisione, nel IX secolo d.C., tra Scandinavia e Isole Britanniche e sarà in onda su RAI 4 da mercoledì 25 marzo 2015 alle 21,10. La serie contamina con efficacia una buona precisione documentaristica e una vivace veste di genere, che fa proprio dell’estremo realismo la sua cifra principale, tratteggiando il ritratto senza filtri di un Medioevo di potere e di barbarie, molto distante dalle coloriture fiabesche e hollywoodiane dei classici cinematografici del genere.
Figura centrale della mitologia norrena, di cui non è accertata l’esistenza storica, Ragnar Loobròk combatte qui per la propria rivalsa: stanco di essere sottoposto agli ordini della tribù, allestisce una flotta per spingersi verso sud-ovest, fino all’allora inesplorata Inghilterra. Vikings racconta insomma attraverso la storia di un personaggio l’istinto che da sempre attraversa la natura umana: la voglia di cambiamento. Al suo fianco, nel corso della prima stagione, ci sono il fratello Rollo, l’amico Floki e la moglie Lagertha, ma le sue razzie oltre l’ostico Mare del Nord sono osteggiate dal famelico Jarl Haraldson che, forte del potere acquisito negli anni, non vuole concedere spazio a nuovi guerrieri, soprattutto quando sono intraprendenti e visionari come Ragnar.
Le conseguenze del tradimento di Rollo nei confronti di Ragnar sono al centro della seconda stagione. I due fratelli si ritrovano l’uno contro l’altro, schierandosi rispettivamente con lo jarl Borg e il re Horik. Lagertha, dopo aver saputo dell’infedeltà di Ragnar, decide di abbandonare il marito e il villaggio.
A interpretare il personaggio principale è Travis Fimmel, attore australiano con un importante passato da modello. Completano il cast Clive Standen (Robin Hood, Doctor Who), Jessalyn Gilsig (Friday Night Lights, Heroes), Katheryn Winnick (Bones), Donal Logue (E.R. - Medici in prima linea) e Gustaf Skarsgård (The Way Back). Solo nella prima stagione, nel ruolo dell’antagonista, troviamo invece un attore dal robusto curriculum cinematografico come Gabriel Byrne. Un accenno merita infine la fotografia curata da John Bartley (X-Files, Lost), che ben valorizza gli spettacolari paesaggi naturali sullo sfondo.

mercoledì 11 marzo 2015

Parole ardenti. Voci di donne tra Medioevo e Rinascimento

In ambito letterario, artistico e musicale la presenza femminile è sempre stata particolarmente significativa, anche se la storia ufficiale è piuttosto avara di riconoscimenti e di approfondimenti in proposito.
Questo spettacolo cerca di ricostruire un itinerario di questa presenza in quegli anni: secoli ricchi di musiciste, scrittrici ed artiste che raramente vengono citate nelle enciclopedie e nei testi di musica e di storia.

Con Silvia Cistellini e Anna Compagnoni

Ingresso libero

mercoledì 25 febbraio 2015

Maraviglioso Boccaccio dei fratelli Taviani al cinema


Esce nelle sale giovedì 26 febbraio 2015 in un centinaio di copie Maraviglioso Boccaccio, diciottesimo lungometraggio - di cui due collettivi - di Paolo e Vittorio Taviani in una carriera prestigiosa che ha superato i 60 anni.
I maestri di San Miniato si rivolgono stavolta al Decamerone di Giovanni Boccaccio, da cui scelgono 5 novelle che portano al cinema secondo la loro visione e il loro stile, in un film dove ci sono più amore e gioventù che momenti pruriginosi.
Lo sfondo è quello della Firenze trecentesca colpita dalla peste, che spinge dieci giovani a rifugiarsi in campagna e a impiegare il tempo raccontandosi delle brevi storie. Drammatiche o argute, erotiche o grottesche, tutte le novelle hanno in realtà un unico, grande protagonista: l'amore, nelle sue innumerevoli sfumature. Sarà proprio l'amore a diventare per tutti il migliore antidoto contro le sofferenze e le incertezze di un'epoca.
Nel film un cast d'eccezione, tra gli altri troviamo:
Kasia Smutniak, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Vittoria Puccini, Rosabell Laurenti Sellers, Kim Rossi Stuart, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Flavio Parenti, Michele Riondino, Miriam Dalmazio, Lello Arena, Eugenia Costantini, Fabrizio Falco, Ilaria Giachi, Josafat Vagni, Niccolò Calvagna.

sabato 21 febbraio 2015

Carmina Burana a Roma con Spellbound Contemporary Ballet

Spellbound Contemporary Ballet ripropone a grande richiesta il suo spettacolo fiore all'occhiello, Carmina Burana, con la coreografia e regia di Mauro Astolfi e le musiche di Carl Orff, Antonio Vivaldi I, Ecce Torbit Probitas, il disegno luci di Marco Policastro e le scene di Stefano Mazzola.  Lo spettacolo, che aveva debuttato in prima assoluta a Maiori nel settembre 2006, è presentato a Roma al Teatro Vascello, da martedì 24 febbraio a domenica 1 marzo 2015, nel riallestimento per la celebrazione dei 200 anni del Teatro Sociale di Como e per il Prisma Festival de Danza contemporanea di Panama (ottobre 2014).
"Carmina Burana – spiega Mauro Astolfi - ha accompagnato in modo fedele tutto il lavoro e la produzione della Compagnia dal 2006 fino a oggi. Nonostante la ricerca di nuovi linguaggi e nuove formule comunicative ed espressive, Carmina Burana ha sempre rappresentato una nostra sicurezza. È stato infatti profondamente rivisitato ma ha conservato lo spirito e l'atmosfera originali con l'aggiunta di altri momenti e tante piccole altre avventure. La versione per il Teatro Vascello è sicuramente la più potente, la più intensa e per noi, ora, la più vera e completa."
La forza narrativa della danza, della musica e dei versi sono il compendio perfetto dei "carmina" evocati in tutta la loro potenza espressiva di raccolta di documenti poetici e musicali del Medioevo che diventano, nella creazione di Astolfi, poesia burlesca, impudente, sovversiva, attraverso cui parlare senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura.
Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana, Mauro Astolfi trae una coreografia tutta giocata tra 'larghi' e 'sfrenatezze' che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell'incendium cupiditatum, lo scatenamento delle passioni. Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un'atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio e una tavola. Il primo luogo di memorie, di segreti di 'scheletri' ipocritamente celati; la seconda, altare sacrificale della terrena voluptas, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici.
"Il titolo classico – continua Astolfi -  rimane nei sapori, nelle sfumature e nelle atmosfere, appunto di un classico. La danza contemporanea reinterpreta ed elabora nella percezione del presente tutto quello che di un certo passato, anche di quello non vissuto direttamente, ma solo letto o sentito dire. In qualche modo ci suggestiona. La danza per sua natura non rischia una 'non appartenenza', e tantomeno ha bisogno di essere collocata temporalmente perché può piegarsi all'infinito e assumere tutte le forme, tutte le dinamiche e tutti i pensieri della creazione."
Carmina Burana, tra le produzioni di maggior successo della Compagnia, in repertorio dal 2006 e record di incassi per svariate stagioni italiane, ha superato ormai le 150 recite con presenze nei Festival di Austria, Spagna, Thailandia, Germania, Cipro, Panama, Lussembrugo.
 "Il successo di questa produzione a giudicare dall'appeal che continua ad avere, a distanza di tempo e su diversi target di pubblico di ogni Paese – afferma Valentina Marini - sta sicuramente nel riuscito mix di diversi elementi che hanno reso lo spettacolo un evergreen, la musica coinvolgente e l'abbinata intelligente tra Orff e altre partiture interessanti e legate al tema, una scenografia utilizzata con ironia e spregiudicatezza e una danza potente almeno quanto il tappeto sonoro. Di certo è un prodotto riuscito e nel nuovo riallestimento ha mantenuto lo smalto della versione iniziale acquistando una freschezza in più grazie al riadattamento coreografico."

mercoledì 18 febbraio 2015

I Clerici Vagantes in scena a Faenza (RA)

Lunedì 23 febbraio 2015 alle ore 21,00 al CineDream Multiplex di Faenza (RA) andrà in scena una serata unica, lo spettacolo dei Clerici Vagantes e la proiezione su grande schermo dei loro cortometraggi!
biglietto euro 6
prenotazioni: 0546 646033
Agli amici che verranno in abiti storici... il biglietto scontato della metà!