domenica 27 novembre 2016

San Vincenzo al Volturno su Rai Storia

"È stato uno dei monasteri più grandi d'Europa. La sua Basilica Maior - con i suoi oltre sessanta metri di lunghezza e quasi trenta di larghezza e le trenta colonne di granito egizio - si presentava come una colossale costruzione al pari delle chiese delle abbazie dell'Europa carolingia" viene illustrato in un comunicato dalla Rai.
"Il complesso di San Vincenzo al Volturno, in Molise, uno straordinario sito archeologico che racconta l'arte, la vita monacale e i valori spirituali dell'Europa medievale, è al centro della nuova puntata di 'Italia. Viaggio nella Bellezza', di Stefano Di Gioacchino, con la regia di Federico Cataldi, in onda lunedì 28 novembre 2016 alle 21.40 su Rai Storia. La sua planimetria è importante per la storia degli edifici di culto medievali, poiché anticipa la planimetria della chiesa dell'abbazia di Montecassino costruita nell'XI secolo dall'abate Desiderio" riporta infine la tv pubblica.

giovedì 24 novembre 2016

"Monte" di Amir Naderi nella sale italiane

Monte è l'ultimo lungometraggio del regista Amir Naderi, in uscita giovedì 24 novembre 2016: distribuito dalla Asap Cinema Network, è un film drammatico con protagonisti attori come Anna Bonaiuto, Andrea Sartoretti, Claudia Potenza, Zaccaria Zanghellini.
Ci troviamo nell'Italia medievale, e il protagonista è Agostino, un contadino proveniente da generazioni di abitanti delle zone rocciose e montuose: assieme alla sua famiglia, abita alle pendici di un monte che impedisce ai raggi del sole di arrivare alla terra e di irradiare le coltivazioni. Proprio per questo, trovandosi all'ombra, deve continuamente lottare contro la natura che impedisce alla sua terra di crescere rigogliosa e di donargli il sostentamento per vivere. Nonostante il terreno assolutamente non coltivabile, e queste impervie situazioni vitali, il contadino non vuole abbandonare la sua terra e trasferirsi in altri luoghi abitati: gli altri membri della famiglia, una volta trasferiti, non vengono accettati dalle popolazioni adiacenti perché creduti nefasti, portatori di sfortuna. Agostino, quindi, tra l'incudine e il martello, decide di affrontare direttamente il problema e distruggere la montagna che tanto gli causa dolore: non conta quanto tempo ci vorrà e quanto sforzo gli costerà questa impresa eccezionale, Agostino si munisce di martello e scalpello e si avventura in questa prova quasi ancestrale, che ha come motivazione e metafora quelle di abbattere il buio e le tenebre e aprire un varco, riportare la luce sulla vita propria e della propria famiglia.
Anche conosciuto come La Montagne, questo film è una produzione italo - francese del regista iraniano Amir Naderi, ed è ambientato interamente in Italia.
Per vedere il trailer del film clicca qui

martedì 15 novembre 2016

L'ultimo dei Templari su Italia 1

Venerdì 18 novembre 2016 alle ore 21,10 su Italia 1 va in onda "L'ultimo dei Templari" un film del 2011 diretto da Dominic Sena con Nicolas Cage e Ron Perlman.
Behmen è un crociato del XIV secolo che insieme al suo amico d'armi Felson, lascia le crociate e determina di venire a casa: per quest'atto sarà valutato un disertore. Nel percorso di ritorno scoprirà la propria terra deturpata dalla peste nera. arrivati a una fortificazione accerchiata dal morbo, ai due crociati è chiesto dal locale vescovo-principe di pigliare in tutela una strega, ritenuta autrice della peste, e di portarla in una lontana abbazia dove i monaci possano eseguire il rituale di esorcismo nel tentativo di arrestare l'epidemia. Un prete, un cavaliere in lutto, un truffatore itinerante e un giovane testardo si uniscono ai due crociati nella missione, scortandoli nelle regioni barbare controllate dalla magia e cercando di proteggere la donna dalle crudeli contese sul suo destino.
Nonostante il titolo scelto per l'edizione italiana, i protagonisti sono semplici cavalieri crociati e non templari. Non si evince alcuna loro appartenenza a ordini monastico-cavallereschi. Solo nelle prime scene del film compaiono alcuni soldati (a piedi) che indossano abiti ed effigie simili a quelli dei templari e degli ospitalieri. L'elsa delle spade dei due protagonisti rappresenta uno stemma riconducibile ai cavalieri teutonici, con l'aquila e la croce, nel film inoltre non viene mai utilizzata la parola "templare".

domenica 13 novembre 2016

“Geneviève de Brabant” a Palermo

Domenica 13 novembre 2016, alle ore17.30, a Palermo al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, in collaborazione con Wallonie-Bruxelles, per il Festival di Morgana, andrà in scena “Geneviève de Brabant”, Opera d’Erik Satie, del Théâtre Toone (Belgio).
Numerose sono le opere letterarie e musicali che si sono ispirate alla leggenda medievale di Geneviève de Brabant. Sposa del conte palatino Sigfrido, la giovane sposa viene ingiustamente accusata di adulterio dal malvagio Golo e per questo condannata a morte. Decisa a salvarsi, fugge in un bosco e si rifugia in una grotta.
Lo spettacolo ripropone questa antica leggenda nella forma di un’opera comica per marionette adattando l’opera di Erik Satie il cui libretto perduto fu ritrovato dopo la morte del compositore in un angolo del suo appartamento. Un viaggio nel passato tra storia e leggenda in uno spettacolo in cui ingenuità, franchezza, tenerezza si fondono con un’ironia che rende quest’opera “in miniatura” di Satie un piccolo capolavoro.
Predicatore: José Géal – Toone VII; Voce delle marionette: Nicolas Géal – Toone VII; Soprano: Natacha Kowalski; Pianoforte: Pierre-Alain Volondat.
Il Théâtre Royal de Toone è uno dei più antichi teatri di marionette di Bruxelles. Fondato nella prima metà dell’Ottocento da Antoine Genty (il primo Toone – diminutivo di Antoine – della genealogia della famiglia), dal 1963 la compagnia viene diretta da José Gèal (Toone VII) allora presidente dell’Unima. Dal 2003, la direzione della compagnia è affidata a Nicolas Géal, figlio di José. Appassionato conoscitore di cultura popolare, José si forma in ambito teatrale sia collaborando precocemente e continuativamente con il Teatro di Toone, sia frequentando corsi di declamazione e arte drammatica.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

giovedì 10 novembre 2016

Federico II di Svevia e l’Umbria: “puer umbriae”

Si terrà venerdì 11 novembre 2016 a partire dalle 17 in sala dei Notari la presentazione del documentario, prodotto a cura del C.I.C.C. dalla Danae film production, “Federico II di Svevia e l’Umbria".
Un documentario che vuole ripercorrere attraverso suggestive immagini e docufiction, il profondo legame tra Federico II di Svevia e l'Umbria: nato a Jesi, l'Imperatore è poi cresciuto nell'allora Ducato di Spoleto, è stato battezzato ad Assisi e da Gubbio ha inviato quello che resta l'unico documento scritto di Castel del Monte, con il quale ordina la sua edificazione.
Moderatore sarà Angelo Sferrazza, Giornalista, già Vice Direttore – RAI Educational – Videosapere e Teche RAI
Saluti a cusa di:
Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria;
Franco Moriconi, Rettore Università degli Studi di Perugia;
Giovanni Paciullo, Rettore Università per gli Stranieri di Perugia;
Fabio Costantini, Presidente Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi;
Giampiero Bianconi, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia;
Giulio Cesare Giordano, Presidente Centro Internazionale di Cooperazione Culturale (C.I.C.C.).
Presentazione a cura di Mario Tosti, Direttore Dip. Lettere-Lingue Letterature e Civiltà Antiche e Moderne Università degli Studi di Perugia.
Interventi:
Maria Grazia Nico Ottaviani e Stefania Zucchini, Docenti Università degli Studi di Perugia su: “Federico II di Svevia, la Marca Anconetana e il Ducato di Spoleto”;
Franco Mezzanotte, già Docente di Storia Medievale Università degli Studi di Perugia su: “Federico II di Svevia e l’Umbria. Il suo rapporto con l’Umbria e le sue città, i francescani, San Francesco e Frate Elia, la Basilica di Assisi e Perugia Sede del Papato”.
In occasione dell’evento saranno consegnati al Medievista Franco Cardini, professore di Storia Medievale presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze attestati per i cinquanta anni di docenza.
Contributi a cura di:
Teresa Severini, Assessore alla Cultura Comune di Perugia;
Stefania Proietti, Sindaco Comune di Assisi;
Marcello Traversini, Regista del Documentario;
Andrea Romizi, Sindaco di Perugia;
A seguire proiezione del documentario – Federico II di Svevia e l’Umbria: “puer umbriae”
Ingresso libero

venerdì 21 ottobre 2016

Settaneme di Bruno di Donato a Salerno

Sabato 22 ottobre 2016, alle ore 21,00 al Teatro La Ribalta di Salerno sarà in scena la Compagnia di teatro del Bianconiglio con il pluripremiato spettacolo “Settaneme" di Bruno di Donato.
“In un suggestivo paesaggio di asperità dantesca – ma purgatorio o limbo più che inferno- sette anime morte rievocano le loro vicende terrene e il loro concludersi nella morte, in un clima medievale di ataviche e tribali superstizioni. L’irrisolto confronto tra le opposte forze della Vita e della Morte, che si contendono il primato nell’esistenza umana, viene contemplato in questo spettacolo di grande impatto emotivo, cui contribuiscono parole e musica di pari e pregnante autenticità” (Luigi Lunari).
Il tutto sarà introdotto da un aperitivo pre show a partire dalle 20.30: intrattenimento musicale e degustazione dei prodotti tipici delle più importanti aziende agricole del salernitano.

giovedì 20 ottobre 2016

Bologna, viaggio virtuale nella città medievale

Bologna città del virtuale. Già qualche anno fa, la città fu scelta, unica in Italia, per la sperimentazione dei Google Glass, gli occhiali che permettono di entrare nel cyberspazio del web, grazie a un accordo tra l’azienda americana e la start up MusiXMatch. Adesso, questa applicazione, sempre sino a ora in bilico tra gioco e rigore scientifico, approda alla Festa Internazionale della Storia, durante la quale, sabato 3 dicembre 2016, in Sala Borsa (dalle 10,00 alle 17,00) sarà possibile per tutti provare una ‘Macchina del tempo’.
Si tratta di un visore, la cui tecnologia è stata interamente sviluppata a Bologna dallo Studio Evil, che, una volta indossato, proietta chi lo usa in una realtà parella, dando davvero l’illusione di essere in un altro luogo, soprattutto in un altro tempo. Così, semplicemente manovrando un joystick e utilizzando alcune elementari funzioni, si arriva in pieno medioevo, nello splendore tridimensionale di un centro storico nel quel svettano le altissime torri e le strade sono attraversate da cavalli e affollate di artigiani e commercianti. Un tasto, poi, consente di fare un lungo balzo in avanti, per esplorare altri edifici, di incontrare le persone, di fare acquisti, ma anche, e questo è sicuramente l’aspetto maggiormente spettacolare dell’ esperienza virtuale, di ritrovarsi sui bordi dei sottili balconcini che circondano le torri per ammirare, senza protezione, l’orizzonte.
Sconsigliato a chi soffre di vertigini (l’effetto è assolutamente realistico) questo viaggio unisce l’edonismo alla precisione filologica, assicurata da due consulenze di prestigio, quella dello storico Carlo De Angelis e di Rolando Dondarini, storico e presidente della Festa della Storia. «Il grande accademico Jacques Le Goff, che è stato uno dei principali ispiratori della nostra Festa, alla quel partecipò con una memorabile intervista – dice Dondarini – sosteneva che il patrimonio della storia deve essere accessibile a tutti, ma mantenendo un ineccepibile approccio culturale. Ecco, proprio alle sue parole abbiamo fatto riferimento per rievocare la Bologna medievale che tutti potranno ammirare in Sala Borsa».
«Un progetto sperimentale made in Bologna unico in Europa – assicura Luca Marchetti dello Studio Evil – frutto di un lavoro di un anno, tempo necessario per disegnare, con meticolosa verosimiglianza di particolari, 5000 case perfette in ogni dettaglio, dal singolo mattone alle travi in legno, e oltre a tremila oggetti di arredo urbano Per questo la collaborazione con gli storici è stata preziosa, per evitare l’effetto parco divertimenti e dare invece un sostegno alle attività che riguardano la conservazione di un bene come l’architettura e l’arte dell’epoca».
Donando nuova vita a quello che non esiste più. Come abitare in una torre e vivere in prima persona una ordinaria giornata tra quelle mura, fare una passeggiata negli antichi quartieri, in un’area molto vasta del centro, costeggiare la Magione templare in Strada Maggiore, arrivare al Canale di Reno e risalirlo fino al porto dogana sul Cavaticcio. «Si tratta – sottolinea Massimo Sinigaglia di TowerandPower, la società che ha coordinato il lavoro –, di una iniziativa che arricchiremo nel tempo. Quella di Sala Borsa è la prima tappa. Quando la Macchina del Tempo sarà completata, cercheremo la sede più adatta per la sua installazione permanente».